A margine di un negativo fotografico

Al tempo della società dello spettacolo pienamente realizzata secondo la profezia di Guy Debord, dare un senso alla fotografia e al lavoro del fotografo diviene sempre più difficile. Dal momento che la tecnologia digitale ha trasferito tutto il processo produttivo fotografico all’interno del software della fotocamera, il Fotografo è nudo. L’esperienza e la skillness di generazioni di fotografi, l’intero loro mestiere si è trasformato in un algoritmo che sovrasta e domina il suo utilizzatore. L’algoritmo non solo si limita a produrre una fotografia tecnicamente corretta ma spesso attraverso le app produce una immagine “ buona” per il mercato estetico globale.. Tutto il materiale e l’immateriale che si frappone fra la lente della fotocamera e l’occhio che osserva il display è dominato dal mercato. Dalle immagini vendute a peso dei siti “stock” al bastoncino allungabile per selfie dei venditori abusivi, si stimola una apparente creatività e un uso di strumenti che alimenta un l’immaginario collettivo confinato in canoni predefiniti. Per il mercato è la quantità che conta. C’è da chiedersi alla fine se il Fotografo come produttore di immagini compulsivo e bulimico è ancora o per quanto un soggetto libero.

01w

Tourist-Florence. N. 6 neg.12×6 , collage.

Occorre forse recuperare una nuova skillness per liberasi dalla subalternità

al mezzo e al mercato e per affermare la propria individualità inalienabile?

Se cosi è occorre riappropriarsi di tutto il processo produttivo dell’immagine fotografica. Dall’analisi del soggetto alla sua riproduzione sul supporto finale inteso come “originale”, opera finale dell’autore destina ad essere “ammirata” nella sua unicità e particolarità, ovvero come opera d’arte e in tal senso esposta.

Mezzi e fini del mezzo fotografico, oggi separati, ritornano ad essere correlati e i Fotografo ne è interamente responsabile. Il rapporto del fotografo con l’ambiente, il modo di ripresa, il processo di produzione dell’immagine, la sua esposizione o destinazione finale, devono essere oggetto di critica e sottratti al dominio del software e non ricondotti ad una semplice conoscenza delle tecniche tradizionali. E’ all’interno del processo che si ridefinisce la cifra stilistica de fotografo. che non vuole essere una contrapposizione banale fra analogico e digitale, ma la personale ridefinizione del “Se” del fotografo con il mezzo e il mondo.

Pubblicato da

Cesare Dagliana

cesaredagliana@gmail.com https://www.facebook.com/cesaredaglianaphotography/

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